Wild Coast

La Wild Coast è la parte più selvaggia (ma veramente selvaggia) del Sudafrica e noi abbiamo avuto modo di visitarla nel nostro viaggio on the road lungo tutta la costa di questo meraviglioso Paese (puoi trovare QUI tutti i nostri racconti!).

E’ una zona davvero selvaggia, probabilmente un'”Africa più Africa” rispetto alle zone patinate di Città del Capo e della Garden Route.
Le cittadine sono polverose, colorate, disordinate. Si incontra la vera quotidianità dei villaggi: scuole, donne che camminano e trasportano di tutto (anche in testa!), mercati, bambini che giocano per strada, parrucchieri, negozi.

Coincide con la N2, nel tratto di strada che va da East London a Port Edward.
Dalla strada principale ci sono diverse deviazioni verso la costa con strade più o meno buone (informatevi prima di partire!).

Noi abbiamo scelto di fare delle soste a Chintsa e a Port St. Johns (anche se ci hanno detto che merita molto anche Coffee Bay, ma prenotate con anticipo!)

La prima località che abbiamo visitato è Chintsa, con una breve deviazione dalla strada principale, la N2.

Noi abbiamo alloggiato al mitico Buccaneers Lodge & Backpackers, un fantastico ostello che che offre sistemazioni di ogni tipo, un bel ristorante, un pub con musica e tante birre, e che propone tante attività.

Ogni sera organizzano una cena a tema (cena africana, indiana, ecc ecc) nel bel ristorante a lume di candela dove si può fare amicizia con tante persone.

Alle 4 del pomeriggio c’è sempre un’attività gratuita (con il vino offerto!) che varia dal torneo di beach-volley, al biliardo, biliardino dove si ha la possibilità di socializzare con gli altri ragazzi.

Si può scegliere inoltre se fare una lezione di yoga o surf, se andare a cavallo, fare tour culturali, visitare le scuole della zona, andare in canoa nella laguna, o semplicemente rilassarsi in spiaggia.

Noi abbiamo scelto un bungalow matrimoniale panoramico davvero carino, con una vista spettacolare sulla laguna e sulla spiaggia, ma ci sono sistemazioni di ogni tipo (dormitori, appartamenti, tende, bungalow).

Abbiamo passato due giorni rilassanti con i ragazzi dell’ostello, facendo trekking, canoa, andando in spiaggia e visitando un po’ i dintorni.

Le attività offerte sono davvero tante, quindi ci si può organizzare per passare anche più giorni (ma prenotate in anticipo, è uno degli ostelli più famosi!).

La domenica sulla strada per il Buccaneers, c’è Tea in the Trees, un grazioso mercato dove fare un giro, ascoltare musica dal vivo e mangiare ottime torte fatte in casa!

Lasciata Chintsa, lungo la strada si incontrano diversi piccoli villaggi, tra cui Qunu, dove è nato Nelson Mandela (e c’è anche un museo, ma noi l’abbiamo trovato chiuso per rinnovamento) e Mthatha, una confusionaria cittadina dove è possibile visitare un Museo dedicato a Nelson Mandela.

La tappa successiva è stata Port St. Johns, una cittadina davvero carina sulla foce di un fiume incastonata nelle montagne.

Qui abbiamo alloggiato al Jungle Monkey Backpackers, un ostello davvero molto carino con piscina, ristorante (che fa una buona pizza), pub con musica dal vivo, insomma una buona sistemazione.

Port St. Johns a noi è piaciuta, nella piazza principale della cittadina c’è sempre un bel mercato animato tipicamente “africano”. Port St John’s è infatti un centro nevralgico della zona, per cui tantissime persone arrivano fin qui per fare la spesa e rifornirsi di tutto.

E tutto è proprio tutto. Frutta, verdura, galline e caprette (vive!), pacchi giganti di riso, materiale da costruzione, insomma veramente di tutto.

E come in ogni buon mercato che si rispetti c’è confusione, tantissime persone, bambini, animali, pulmini, tantissimi odori e colori, insomma è bellissimo.

Facendo due passi dal mercato si può raggiungere un bel museo dove viene spiegata la cultura e le tradizioni dell’etnia Xhosa, molto interessante.

Uscendo dal paesino si possono raggiungere le tre spiagge  dove ci si può rilassare e prendere un po’ di sole (si chiamano First Beach, Second Beach e Third Beach, facili da ricordare! 🙂 )
Vi ricordiamo che siamo nella Wild Coast, non c’è assolutamente niente se non mare oceanico (quindi mosso e freddo), spiagge selvagge e… squali!
A noi hanno sconsigliato di fare il bagno, ci hanno suggerito di bagnare al massimo i piedi! 🙂

Al centro informativo ci avevano consigliato di andare a vedere un geyser chiamato The Gap.
E’ in una zona selvaggia, non è praticamente indicato e per raggiungerlo c’è un percorso alla “Indiana Jones”.
Ma testoni come siamo volevamo vederlo e ne è valsa la pena. Non tanto per il geyser in se per se ma per tutto il paesaggio che ci circonda, con la potenza del mare e delle onde che forma questo buffo “sbuffo”.

Un altro consiglio che ci avevano dato era quello di raggiungere il punto panoramico dei Port St. Jhons.
Raggiungerlo è un avventura. Bisogna seguire le indicazioni per l’aeroporto (che aeroporto non è), salire montagne e passare foreste fino a quando si arriva ad un fanta-aeroporto, che altro non è che una pista di decollo/atterraggio.
Ci siamo divertiti a percorrere con la nostra macchina tutta la pista (che strano, sembrava di essere in un film!) fino a quando arriviamo in fondo.
E qui il panorama è veramente stupendo, da togliere il fiato!
Si vede la foce del fiume incastonata tra montagne selvagge, è uno spettacolo!

Sono mete sicuramente insolite, a noi sono piaciute perchè ci hanno fatto vedere un Sudafrica meno turistico e patinato, insomma il vero lato africano di questo paese sorprendente!

Il nostro viaggio continua verso Durban e lo Zululand, la terra degli Zulù!

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